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Rolando Lane

finanza post referendum

Il referendum costituzionale italiano del 4 dicembre 2016 si è appena concluso con la vittoria del NO al referendum costituzionale.

Il premier Matteo Renzi ha annunciato nella notte che oggi rassegnerà le sue dimissioni, come ipotizzato nei mesi precedenti il voto, aprendo una fase di incertezza politica.

È ancora troppo presto per valutare l’impatto del voto sulla politica italiana. È possibile che la frammentazione all’interno degli schieramenti si ricomponga in occasione delle prossime scadenze elettorali, ma le recenti dinamiche potrebbero aver aumentato la fragilità complessiva del sistema politico, riportando a galla comportamenti e tensioni interne che hanno reso così difficile trovare maggioranze stabili nel corso degli anni.

In prospettiva europea, l’esito del referendum italiano ci proietta direttamente verso un 2017 in cui l’incertezza politica dominerà la scena con le elezioni in Olanda, Francia e Germania.

Sui mercati, la tempesta è stata evitata grazie anche all’altro appuntamento elettorale della domenica, le elezioni presidenziali austriache che hanno visto la vittoria  dell’ecologista  europeista Alexander Van Der Bellen, ponendo così un freno alla speculazione sulla tenuta dell’Eurozona.

 

Sui mercati, sembra che il grosso dei movimenti sia lato azionario che lato spread e rendimenti obbligazionari sia già stato scontato e prezzato prima del referendum:  gli ultimi due mesi del 2016 sono stati caratterizzati infatti da un aumento dei rendimenti di mercato sui titoli governativi. In molti Paesi d’Europa, a cominciare dalla Germania, i tassi sono saliti notevolmente nel mese di ottobre. Il trend è proseguito in novembre, su entrambe le sponde dell’Atlantico, soprattutto dopo l’elezione di Donald Trump. Il decennale italiano aveva superato il 2% per poi ritracciare sotto questa soglia.

Lo spread Btp/Bund oggi ritraccia a 166 punti base dopo un massimo in apertura a 177 punti base.

Anche il mercato azionario italiano, arrivato a perdere in avvio di seduta fino al 2%, zavorrato dalle banche, ora ha cambiato marcia e sale dello 0,48%. In rialzo anche le altre piazze europee.

Ora si attende di avere qualche novità sul fronte Mps , per cui è previsto un incontro oggi con le banche del consorzio a garanzia dell’aumento di capitale da 5 miliardi di euro.

 

Sul mercato dei cambi l’euro è in recupero a quota 1,0640 nei confronti del dollaro, dopo aver toccato nella notte quota 1.05.

 

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